Gran giro del Col d'Izoard:
Era da tempo che desideravo tornare con le ruote strette a fare il giro completo dell’Izoard.
Quello fatto a Giugno con salita dalla parte di Cervieres era un piccolo aperitivo che, secondo me, ha più senso fare d’inverno, visto che da Cervieres all’Izoard la strada viene battuta come pista da sci da fondo.
Il giro completo pur avendolo fatto ormai 20 anni fa, ricordavo che non era solo un gesto atletico più impegnativo della salita “aperitivo”, ma anche una straordinaria avventura fra paesaggi indimenticabili a cavallo di 2 parchi naturali:
• Parc National des Ecrins
• Parc Naturel Regional du Queyras
La prima parte dell’itinerario segue la Val Durance in direzione di Embrun, non propriamente vicino alla strada maestra, ma l’itinerario definito “La Boucle d’Izoard” utilizza strade secondarie e più panoramiche e si dipana sulla destra orografica del Durance anziché la sinistra come la strada principale.
Questa vallata è molto appagante come panorama, tra massicci incombenti sopra di noi, condito però da molto verde che ci circonda, visto che siamo ancora bassi, più o meno sui 1000 mt sul livello del mare.
Senza colpo ferire (si fa per dire visto che comunque accumuliamo 800 mt di dislivello), arriviamo a Guillestre, bellissimo paese che rappresenta il giro di boa, almeno come chilometraggio, che chiude la parte paesaggistica/bucolica del giro.
Da questo momento in poi entriamo nelle viscere del Queyras, che si rivela a noi, nella su natura profonda, fatta di bellezza selvaggia e anche di fatica, perché comunque mancano all’appello circa 1000 mt per raggiungere la nostra “Sommet” di 2360 mt come recitano i cartelli che scandiscono la salita all’Izoard.
I passaggi nelle gole di Guil, ci provocano un’emozione che è difficile da descrivere, la strada stretta strappata alla roccia si affaccia su un canyon mozzafiato, e l’alternarsi di brevi gallerie scolpite nella roccia con la vista del magnifico strapiombo alla nostra sinistra provoca veramente emozioni primordiali.
Tanto è vero che questa è la parte, che nella mia memoria appannata del giro di 20 anni fa, che ricordo meglio.
Ormai la salita non lascia più prigionieri vivi sul campo 😅🥵, si attesta sul valore medio del 9% (con punte anche al 12%), fortunatamente il caldo infernale che ci ha perseguitato fino a 1600 mt di altezza (oltre 37°), comincia ad attenuarsi, anzi un vento fresco, il quale purtroppo per un bel tratto è contrario, è comunque gradito come un prezioso alleato.
L’ultimo tratto anche se la fatica, in tutta onestà si comincia a sentire, è premiata con panorami di cascate del Niagara fatti di detriti di roccia statiche, in caduta con un angolo un po' meno aperto di quello verticale, ed in mezzo a dei monoliti che fendono queste “acque statiche” vagamente piramidali, ma scolpite da uno scultore, veramente ispirato.
Ultima nota, poco sotto l’affollatissimo (troppo) colle dell’Izoard (per questo preferisco venire in inverno), c’è un monumento con il profilo del nasone del nostro Fausto Coppi (anche quello gli serviva per andare più veloce) e del “povero” Bobet, che fu un gran campione francese, coevo di Coppi e di Bartali, ma ebbe la sfiga di dover competere con i nostri 2 alfieri, i quali alternativamente, si diedero da fare, per prenderlo a mazzate.
Chiudo questa avventura, esprimendo un desiderio: poco sotto il colle d’Izoard, dalla parte di Cervieres comincia una sterrata, che compie un giro in fuoristrada attorno al “Pic de Rochebrune”, una punta che si vede piuttosto nitidamente nel giro del lago dei sette colori e relativi forti.
L’ho fatto un paio di volte in passato, sarebbe un’ottima ciliegina sulla torta off-road dopo questo giro con le ruote strette, per vedere un altro pezzo di questa magnifica regione che è il Queyras🙏.
Seve Assietta